the biggest hit box

20mag

Forse potrà sembrare fuori luogo, ed in effetti stò provando qualche senso di colpa, nel presentare questo album, pubblicato nel 1979 da uno dei più grandi trombettisti della storia della musica leggera: Herbert “Herb” Alpert. D’altra parte è innegabile che alcuni brani tratti da quel gioiellino (uno dei primi ADD –Analogic Digital Digital- di musica “leggera” ad arrivare sul mercato) dal titolo “Rise” funzionarono talmente bene sulle piste che una citazione da parte mia era quasi un obbligo. Un inchino doveroso quindi per presentare un artista che in carriera ha collezionato qualcosa come quattordici dischi di platino, quindici dischi d’oro ed otto Grammy Award.  Fondatore assieme a Jerry Moss dell’etichetta A&M, dopo una interminabile serie di album pubblicati con la Tijuana Brass realizzò nel ’79 un album riunendo il meglio del meglio del panorama del Contemporary Jazz (più tardi semplicemente Fusion) che in quegli anni stava “sgomitando” per emergere e ritagliarsi un posto al sole. Musicisti del calibro di Abhram “Abe” Laboriel e Jerry Knight al basso, Harvey Mason batterista di Spyro Gyra, del sassofonista Tom Scott e del percussionista Manolo Badrena (solo per citarne alcuni) impreziosiscono con le loro performance un LP dal quale è difficile trovare un brano che non sia un’opera d’arte. E’ chiaro “Rise” e “Rotation” hanno fatto la parte del leone nel gradimento popolare, mai io vi sfido ad andare oltre per assaporare la “freschezza” di brani come “Love Is” e “Behind The Rain”, la maestosità di “1980” e di “Aranjuez (Mon Amour)” (che sono convinto sarebbe piaciuta anche a Joaquín Rodrigo).

Etichetta : A&M (AHLH 64790)

TRACKLIST:

A1 1980 (2:29)

A2 Rise (7:37)

A3 Behind The Rain (5:34)

A4 Rotation (5:12)

B1 Street Life (5:01)

B2 Love Is (4:28)

B3 Angelina (4:13)

B4 Aranjuez (Mon Amour) (6:42)

CREDITS:

Bass – Abe Laboriel , James Jamerson Jr, Jerry Knight; Drums – Harvey Mason , Randy Badazz , Steve Schaeffer; Guitar – Carlos Rios, Chris Pinnick , Tim May; Electric Piano [Rhodes] – Andy Armer , Mike Lang; Percussion – Manolo Badrena, Randy Badazz , Steve Schaeffer; Piano [Acoustic] – Andy Armer , Joe Sample; Clavinet, Synthesizer – Andy Armer; Electronic Drums [Moog Drums], Performer [Insanities], Harpsichord [Tavia] – Randy Badazz; Lyricon – Tom Scott; Trumpet, Vocals, Flugelhorn - Herb Alpert; Marimba – Julius Wechter

Producer – Herb Alpert , Randy Badazz

Recorded at A&M Recording Studios, Studio D

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17mag

(31/12/48 – 17/05/12)

E’ diventata una consuetudine da un’anno a questa parte, al rientro a casa dopo una giornata lavorativa particolarmente stressante, sistemarmi comodo sulla poltrona in soggiorno, accendere il mio Mac portatile ed accedere a Facebook per dare un’occhiata a cosa “combinano” i miei contatti.

Questa sera però c’era qualcosa di strano, troppi video di canzoni familiari e soprattutto dello stesso artista.  L’occhio cade su un post della pagina creata dall’amico Pier: una stupenda immagine e cinque parole che mi hanno lasciato di pietra … Donna Summer has passed away.  Ci sono voluti diversi minuti prima che riuscissi a “mettere a fuoco” l’idea che la notizia fosse vera; ma purtroppo la conferma dalle testate giornalistiche on-line non dava adito a dubbi: Donna Summer, la Regina della disco music degli anni 70 si è unita al numeroso seguito degli artisti che l’hanno preceduta ed ora continuerà a far brillare la sua voce nella più grande discoteca del Paradiso.

Mentre mi appresto a scrivere queste righe, un velo di tristezza aleggia sulla mia persone, un nodo allo stomaco mi ha impedito di cenare e avverto  una sensazione di vuoto, la certezza di aver perso qualcosa di caro, di prezioso perchè di Donna Summer non si può che parlarne bene.  Di certo l’etichetta di “regina” non si addiceva ad una stella che non ha mai ostentato la sua grandezza, forse per timidezza o forse perchè un grande artista è consapevole che non c’è grandezza dove non vi sono semplicità, bontà e verità.  In questo Donna era unica … ci sono voluti 10 album prima che pubblicasse quello il cui titolo riportasse solo il suo nome e cognome (d’arte).

Sarebbe quasi scontato a questo punto procedere con il racconto della tua carriera, dei tuoi successi, degli aneddoti e delle curiosità della tua vita artistica … ma non lo farò, non ora, non in questo momento dove la miriade dei tuoi fans si sta movimentando in massa per celebrarti, in questo momento, mentre le note della suite di “MacArthur Park”  riempiono la camera dove mi trovo a scrivere sono costretto ad asciugare l’ennesima lacrima che solca il mio viso.

Sei stata una sorella maggiore, mi hai accompagnato negli anni più belli di un uomo … quanti ricordi legati alle note delle tue canzoni ! Mi piace pensare di vederti, adesso che l’odiosa malattia che ti ha strappato a questo mondo è cosa del passato, sorridente tra le nuvole, come nella copertina di “A Love Trilogy”.  Riposa In Pace … LaDonna Andrea Gaines

Il tuo piccolo ammiratore

Vittorio Ravizza

 

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15mag

Dietro queste “Due Tonnellate di Divertimento” si celano le cantanti gospel più apprezzate nell’area di San Francisco nel periodo a cavallo degli anni 70′ e 80′.                                 Izora Rhodes Armstead e Martha Walsh devono gran parte del successo a Sylvester che dopo averle scoperte in un locale le ingaggia come vocalist del gruppo che accompagna le sue esibizioni.  Il timbro delle loro voci contribuirà a rendere immortali i primi tre album dell’artista, “Sylvester” (pubblicato in Francia con il titolo “Over And Over”) del 1977, “Step II” (che include le hits mondiali “You Make Me Feel (Mighty Real) e “Dance (Disco Heat)” nel 1978 e “Living Proof” album “live” del 1979 dove le due cantanti svolgono un ruolo tutt’altro che secondario in questa bellissima incisione.

La loro carriera come soliste avviene nel 1980 con l’album che porta semplicemente il lo pseudonimo: “Two Tons Of Fun”.  Questo album che stranamente raggiunse una posizione piuttosto defilata nella Billboard Top 100 contiene alcune tracce di incredibile spessore. Lavoro decisamente Hi-NGR apre con “Do You Wanna Boogie, Hunh?” che meriterebbe quanto meno di venire riscoperta. “Just Us” (#29 R&B Charts) melodica ed armoniosa sembra quasi un preghiera, “I Got The Feeling” incredibile successo sulle piste da ballo e la meno conosciuta “Earth Can Be Just Like Heaven” che per il mio modesto parere è forse la più bella traccia dell’LP.

Sul finire del 1980 prodotto da Harvey Fuqua, autore, cantante, produttore R&B degli anni 50 il duo pubblica il suo secondo lavoro solista “Backatcha”.

In questo album vengono accantonate le sonorità disco per dar spazio alle loro peculiarità vocali in quello che ad un attento ascolto potrà ricordare i primi lavori acid jazz degli Incognito (con qualche anno di anticipo): le bellissime “Never Like This” e “I Been Down” valgono comunque il “prezzo del biglietto”.

Nel 1982, dopo il passaggio alla Columbia Records Martha Walsh e Izora Armstead cambiano il nome al gruppo che viene ribattezzato The Weather Girls ed incidono quello che sarà il loro più grande successo da classifica, “It’s Raining Man”, brano scritto da Paul Jabara nel 1979 per David Balfour che la rifiutò e successivamente proposta a Donna Summer, Diana Ross, Cher e Barbra Streisand che fecero altrettanto.  Il brano funzionò bene nei locali e si piazzò al #1 nelle Dance Chart, vendendo oltre 6 milioni di copie.  Dopo questa affermazione il sodalizio Armsted – Walsh si interrompe, Izora Armstead si trasferisce in Germania costituendo con la sorella Dynell le Weather Girls. Il 16 settembre del 2004 si spegne a causa di un infarto cardiaco.  Martha Walsh proseguirà la propria carriera come solista.

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13mag

La maggior parte dei discofili ricorda con piacere l’etichetta, Ze Records fondata dall’inglese Michael Zilkha, per le due uscite da solista di Cristina Monet-Palaci, artisticamente solo Cristina

                                                                                                                         

La Monet, ex modella dal fisico mozzafiato e moglie di Zilkha, aveva un’accentuata inclinazione per la stravaganza proprio come August Darnell (deus ex-machina dei Dr. Buzzard Original Savannah Band) che divenne l’autore di tutti i suoi lavori. L’album che porta il suo nome è proprio un concentrato di eccentricità e bizzarrie sonore: da “Jungle Love” a “Mama Mia” passando da “Un Poupèè Qui Fait Non” (brano scritto da Michel Polnareff ) a “Blame It To Disco”. Non è da meno il singolo d’esordio della cantante “Disco Clone” che vedeva la partecipazione come protagonista maschile di questa fantasia l’attore americano Kevin Kline. In definitiva un album che potrebbe farvi riscoprire l’altra faccia della disco music.

Etichetta: Ze Records (ILPS 7004)

TRACKLIST:

A1 Jungle Love

A2 Don’t Be Greedy

A3 Mama Mia

A4 Drive My Car

B1 La Poupée Qui Fait Non

B2 Temporarily Yours

B3 Blame It On Disco

CREDITS

Bass – Carole Coleman, Drums – Mickey Martinez; Guitar – Duane “Reddy” Rogers; Keyboards – Bernard Haven; Percussion – Milton Cardona; Piano – Ralph Shuckett; Performer [Starring] – Cristina Monet

Arranged By, Orchestrated By – Sugar Coated Andy Hernandez

Directed By – Michael Zilkha

Producer – August Darnell

Recorded at Blank Tape Studios, N.Y.C.

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12mag
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Vierre60

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11mag

Barrence Eugene Carter, un nome che ai più sicuramente dirà poco o nulla; eppure se su Google provate a digitare il nome d’arte scelto per firmare le sue opere vi appariranno qualcosa come 91.500.000 voci correlate.

Carneade,chi era costui ?”, direbbe Don Abbondio … ma poiché io son sono Don Abbondio (e men che meno Alessandro Manzoni) vado subito al sodo ricordandovi che questi è il nome anagrafico di uno dei più grandi artisti che hanno calcato le scene della musica pop internazionale: Barry White.

Nato a Galveston, Texas, il 12 settembre 1944, si avvicina alla musica fino dalla tenera età sotto la spinta della madre, corista gospel che lo avvia al canto ed allo studio del pianoforte.  Trasferitosi con la famiglia a Los Angeles a soli 11 anni avviene la sua prima presenza in sala di incisione suonando il piano nella canzone “Goodnight My Love” di Jesse Belvin.

Il debutto vero e proprio avviene a sedici anni con un gruppo chiamato Upfronts, in quel periodo “turbolento” finisce anche in riformatorio a causa di un furto.  In un’intervista ad una rivista musicale rivelerà che l’ascolto di “It’s Now Or Never” di Elvis Presley contribuì a fargli cambiare radicalmente il corso che la sua vita avrebbe potuto prendere. Scontata la pena inizia a “bussare alla porta” di alcune etichette indipendenti di Los Angeles, finché una di queste, la Mustang, non lo ingaggia per quaranta dollari a settimana come autore.             In questo periodo White accarezza l’idea di diventare un artista e firma il suo primo successo di classifica “Lost Without The Love Of My Guy” per la cantante Viola Wills.   Sul finire degli anni ’60 alla ricerca di un gruppo vocale femminile in grado di riprodurre il successo delle Suprimes incontra le sorelle Glodean (che diverrà sua moglie nel 1974) e Linda James e la loro cugina Diane Taylor che costituiscono il trio Love Unlimited.  Il primo disco prodotto ed arrangiato in collaborazione con Gene Page,From A Girl´s Point Of View We Give To You… Love Unlimitedviene accolto favorevolmente dal pubblico e la sua traccia principale, la ballata romantica “Walking In The Rain (With The One I Love)”, entra nella Billboard Hot 100 Pop Chart (#14) e si posiziona al #6 nella Billboard R&B Charts.  E’ con il passaggio alla 20th Century Records che comunque Barry White darà una svolta alla sua carriera.  Nel 1973 con questa etichetta arrangia il secondo album del trio vocale Under The Influence Of Love Unlimited”.  A rispetto delle più rosee previsioni degli addetti ai lavori l’unico brano interamente strumentale dell’Lp, “Love’s Theme”, irrompe sulla scena con effetti devastanti; gli innamorati hanno trovato il motivo conduttore da associare ai loro momenti romantici, gli altri si fanno cullare da questo straordinario accompagnamento orchestrale per sognare.  Il brano vola al #1 dei singoli più venduti contribuendo e non poco a gettare il seme per lo sviluppo della cultura dance.  L’enorme successo spinge i dirigenti della 20th Century affinchè Barry White firmi dei lavori anche come cantante.

Stone Gon’” è il primo di innumerevoli lavori dove il “Maestro” ci regalerà quello che diverrà il suo “marchio di fabbrica” : il suo “vocione” basso immediatamente riconoscibile e quelle frasi sussurrate che riuscivano a “creare atmosfera”.  “Buona la prima !” direbbe un regista, anche questo album fa centro. “Never, Never Gonna Give Ya Up” che di questo LP è la perla si piazza al #2 delle R&B Charts ed al #7 in quelle Pop. Barry White oltre che talento prolifico si dimostra anche lavoratore instancabile, sempre nel 1973 confeziona un’altro lavoro: l’album “I’ve Got So Much To Give” che prosegue con lo  svenevole romanticismo delle sue melodie “ovattate” il cui culmine  viene raggiunto da “I’m Gonna Love You Just A Little More Baby”, uno dei migliori pezzi d’atmosfera creati dal Maestro, che però, stranamente non riesce a centrare le prime posizioni delle classifiche.  Se il 1973 aveva rappresentato l’anno dell’affermazione come cantante, l’anno succesivo potremmo definirlo come l’anno della consacrazione.

1974, Can’t Get Enough” vede la luce in primavera e preannuncia una tempesta inattesa: “You’re the First, the Last, My Everything” fa irruzione in classifica raggiungendo in una settimana il #1 nelle Charts R&B e il #2 in quelle Pop. La “whitemania” dilaga anche nei club ed il succeso dell’album viene rafforzato dal primo brano della Side B che viene traccia scelta per un’ulteriore 45 giri “Can’t Get Enough of Your Love, Babe” la quale conferma l’apprezzamento dei fans piazzandosi in vetta alle classifiche Pop. Proseguono le produzioni per Love Unlimited (e Love Unlimited Orchestra), ma a questo punto ritengo doveroso un’approfondimento in un post specifico dedicato alle sue due più care creazioni.

Just Another Way To Say I Love You” album del 1975 riconferma il successo che ormai non sorprende più gli addetti ai lavori.  “What Am I Gonna Do With You” che dell’album rappresenta la traccia di punta emula i precedenti lavori e si conferma #1 nelle Chart R&B (#8 in quelle Pop).

Nel 1976 è la volta di “Let The Music Play”.  Ed a questo punto concedetemi un viaggio personale sulle ali della memoria.      Ho acquistato questo album dopo averne “assaggiato” qualche traccia su “Supersonic – Dischi a Mach-2” , mitico programma in onda tutte le sere a partire dalle ore 20 sul secondo canale di Radio Rai in AM nel periodo1971 – 1977 (credo). Per la cronaca all’epoca non possedevo ancora un impianto dove poterlo ascoltare, ma alcuni di questi brani erano già fortemente impressi nella mia memoria. “I Don’t Know Where Love Has Gone”, “Baby We Better Try To Get It Together”, “You See The Trouble With Me” (scritta da Ray Parker jr) sono i brani che hanno funzionato di più nelle Radio, perchè diciamocelo chiaramente la musica di Barry White  in discoteca veniva suonata solo dai dj con un coraggio “grande così”; se escludiamo alcuni dei suoi primi lavori era veramente difficile trovare il modo di mixarli ed amalgamarli al resto della programmazione. Se invece pensiamo ai ritrovi tra le mura domestiche, quando serviva creare l’atmosfera perché niente andava per il verso giusto, il buon Barry White spesso era in grado di raddrizzare anche le situazioni più ostiche con i suoi magici brani.   Di questo LP non riesco a trovare un brano che non mi riporti indietro nel tempo anche i due lenti che chiudono la Side A: “If You Know, Won’t You Tell Me” e “I’m So Blue And You Are Too” hanno ormai le tracce consumate dall’utilizzo smodato che ne ho fatto. E cosa dire della sublime “Let The Music Play” con quel turbinio di archi inconfondibile, che recentemente ho potuto apprezzare ancor di più nella versione strumentale tratta da un The Best Of di Love Unlimited Orchestra del 1995 (su CD).  Per gli amanti delle classifiche, questo che io personalmente ritengo il migliore lavoro in assoluto di Barry White, non arrivò mai in vetta alle classifiche ma si limitò a sfiorarne il podio (#4 nelle R&B charts).  Nella seconda parte del’anno c’è spazio per un’altro album Is This Whatcha Wont? con altri cinque brani deliziosi tra i quali è doveroso segnalare “Don’t Make Me Wait Too Long” e la sublime “I’m Qualified To Satisfy You”.  

Sings For Someone You Love” viene pubblicato nel 1977 e come al solito Barry White non perde il vizio di far veleggiare i suoi brani nelle classifiche (e neanche quello di scegliere titoli lunghi “una cifra”); il brano “It’s Ecstasy When You Lay Down Next To Me” si posiziona per l’ennesima volta al #1nelle classifiche R&B” ed al #4 di quelle Pop).

Dopo tantissimi successi ottenuti con una formula semplice ma vincente, Barry White sorprende tutti i suoi più accesi fans con l’album “The Man” del 1978.  Arrangiamenti più vicini ai tempi, spazio ad elementi ritmici e percussivi e ridotta propensione all’impiego degli archi come “motore” melodico sono le caratteristiche di questo nuovo lavoro.  Nonostante la svolta che sorprese i suoi estimatori (me compreso), “Your Sweetness is My Weakness” riscosse un certo gradimento da parte del pubblico che lo premiò mandandolo nuovamente in classifica (#2 R&B charts). 

L’era della disco sta per finire e il grande Barry che in quel periodo aveva prodotto i suoi lavori migliori, continua ugualmente la sua carriera di cantante, produttore e compositore dopo “I Love To Sing The Song I Sing” , ultimo lavoro per la 20th Century (1979) crea la sua etichetta personale, La Unlimited Gold per la quale firmerà tutti i successivi lavori. All’alba del nuovo millennio, dopo aver venduto oltre 100 milioni di album e vinto un altro paio di Grammy (1994 e 1999) sfortunatamente inizia ad accusare i primi gravi problemi di salute.  Dopo un infarto avvenuto nel maggio del 2003 si ritira definitivamente dalle scene.  Il 4 luglio dello stesso anno, al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, si spegne a causa di un’insufficienza renale.  Il 20 settembre 2004, viene inserito nella Dance Music Hall of Fame.

 

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8mag

Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.

Nadar

People’s Choice, 1976 Art Direction: Ed Lee Art Design: Marie de Oro Photography: Frank Laffitte Soundtrack from “On the Twentieth Century,” 1978 Art Direction/Design: Lester Glassner Illustration: Nicholas Gaetano Space Project, 1978 Art Direction/Design: Acy Lehman Illustration: J. Rafal Olbinski
The Stylistics, 1976 Art Direction/Design: Michael Mendel Photography: Kwame Brathwaite George McCrae, 1978 Art Direction/Design/ Illustration: Nancy Ohanian Gladys Knight and the Pips, 1977 Art Direction/Design: Milton Sincoff Photography: Ed Caraeff
Vivian Reed, 1978 Art Direction: Bill Burks Art Design: Jeff Lancaster Photography: Don Hunstein Teddy Pendergrass, 1979 Art Direction/Design: Ed Lee Photography: Frank Laffitte Ashford & Simpson, 1977 Art Direction/Design: Lockart Photography: Sherman Weisburd
 
L.J. Johnson, 1979 Art Direction: Eddie Douglas Art Design: Carla Marlowe Photography: Jon Levicke Gregg Diamond, 1978 Art Direction: Ernie Thormahlen Art Design: Ernie Thormahlen, Mick Rock Photography: Mick Rock Croisette, 1979 Art Direction/Design: Henry Vizcarra Illustration: Christine Nasser
 
Jimmy “Bo” Horne, 1978 Art Direction/Design/ Illustration: Mike McCarty D I S C O gnosis, 1977 Art Direction/Design/ Illustration: The Committee Joe Farrell, 1977 Art Direction: John Cabalka Art Design: Rod Dyer Illustration: Vartan Kurjian
 
Love and Kisses, 1978 Art Direction/Design: Henry Vizcarra Photography: Ron Slenzak Spinners, 1978 Art Direction/Design: Bob Defrin Illustration: David Willardson D I S C O Made in Israel, 1979 Art Direction/Design: Nurit Agur Illustration: Ben-Lam
Evelyn King, 1977 Art Direction/Design: Acy Lehman Photography: Nick Sangiamo Tyrone Davis, 1979 Art Direction/Design/ Photography: Rudy Lee Van McCoy, 1976 Art Direction/Design: J. Daniel Chapman Illustration: Ernie Barnes
 
Joe Farrell, 1978 Art Direction: John Cabalka Art Design: Brad Kanawyer Photography: Claude Mougin Valentine Brothers, 1979 Art Direction/Design: Michael Fink Photography: Tony Loew Pat Lundy, 1976 Art Direction/Design: Ely Besalel Photography: Jim Collier
 
Gilla, 1978 Art Direction: Manfred Vormstein Art Design: Dengler/Kohlmeier Photography: Didi Zill Eddie Kendricks, 1974 Art Direction/Design/ Photography: Jim Britt Stuff, 1977 Art Direction: Ed Thrasher Art Design: John Cabalka Photography: Marty Evans
 
Gap Mangione, 1979 Art Direction: Roland Young Art Design: Junie Osaki Photography: Benno Friedman Illustration: André Miripolsky Ray Barretto, 1978 Art Direction/Design: Lynn Dreese Breslin Photography: Rod Cook The Masqueraders, 1977 Art Direction: Earl Klasky Art Design: Stan Evenson Photography: Sam Emerson
The Atlanta D I S C O Band, 1975 Art Direction/Design: Peter Whorf Photography: Mario Casilli Unyque, 1979 Art Direction/Design: David Krieger Photography: Joel Brodsky Vernon Burch, 1979 Art Direction: Phyllis Chotin Art Design: David Fleming Photography: Oliver Ferrand
 
Blue Magic, 1975 Art Direction: Bob Defrin Art Design: Basil Pao Illustration: Peter Palombi Delilah, 1979 Art Direction: Frank Cook Art Design: Philip Schwartz Photography: Aaron Rapoport Boney M., 1978 Art Direction: Manfred Vormstein Art Design: Dengler/Kohlmeier Photography: Didi Zill
 
Queen Samantha, 1979 Art Direction/Design: Tony Average Photography: Gérard Nicolaï Black Ice, 1976 Willie Hutch, 1979 Art Direction/Design: A. Sims Photography: Jim McCray
La Bionda, 1978 Art Direction: Carla Pozzi, Natalia Gattermayer Art Design: Brancaccio Photography: Giacco Casale Patti Labelle, 1978 Art Direction/Design: Tony Lane Photography: Benno Friedman [Photographed at the Carnelian Room, San Francisco] Sister Power, 1979 Art Direction/Design: John Georgopoulos Photography: Tom Keller
Silver Convention, 1976 Art Direction/Design: Acy Lehman Illustration: Michael Kanarek Sister Sledge, 1979 Art Direction/Design: Bob Defrin Photography: Jim Houghton Joe Tex, 1977 Art Direction/Design/ Photography: Al Clayton
Shotgun, 1978 Art Direction/Design/ Photography: Dick Zimmerman Denise LaSalle, 1979 Art Direction/Design: Stuart Kusher Photography: Gary Heery Mark Radice, 1977 Art Direction/Design: Michael Mendel Photography: Don Hunstein
Revelation, 1979 Art Direction: Acy Lehman Illustration: Falulian Crown Heights Affair, 1978 Art Direction/Design: Horace Fernandez Photography: Joel Brodsky Gladys Knight, 1978 Art Direction/Design: Howard Fritzson Photography: Ed Caraeff
Celi Bee, 1979 Art Direction/Design: Bob Heimall Photography: Dick Kranzler Biddu Orchestra, 1978 Art Direction/Design/ Artwork: Roslav Szaybo The Armada Orchestra, 1975 Art Direction/Design: Neil Terk Illustration: Greisback-Martucci
 
(from) Jo Bisso, 1978 Art Direction/Design/ Photography: Gérard Nicolai Big Apple Brass, 1978 Art Direction/Design/ Photography: Geoffrey Gove Brenda and the Tabulations, 1977 Art Direction: Susan Munao Art Design: Gribbitt! Photography: Raeanne Rubenstein
Patsy Gallant, 1977 Art Direction/Design: David Wyman Photography: Myron Zabol Ronnie Jones, 1979 Art Direction/Design: Mac James Photography: Michael Doster Chocolats, 1977

 

 

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5mag

Tratta direttamente dal sito tedesco http://www.hotdiscomix.de vi presento la loro Top 100 Disco Dance.  Il sito (il cui ultimo aggiornamento risale a giugno del 2009) contiene alcune sezioni interessanti su Etichette discografiche, pubblicazioni Disconet, interviste e classifiche.

 

1.

TANTRA: Hills Of Katmandu Importe/12 | 1979 | Original 12″ Version

2.

DONNA SUMMER: I Feel Love Casablanca | 1977 | The Patrick Cowley MegaMix

3.

FRANCE JOLI: Come To Me Prelude | 1979 | Original 12″ Version

4.

RAY MARTINEZ & FRIENDS: Lady Of The Night Importe/12 | 1980 | Disconet Mix by Bob Viteritti

5.

SHARON REDD: In The Name Of Love Prelude | 1982 | Disconet Megamix by Steven Von Blau & Mark Styles

6.

POUSSEZ!: Come On And Do It Vanguard | 1979 | Disconet Mix by Raul

7.

MIQUEL BROWN: So Many Men, So Little Time Record Shack | 1983 | Original 12″ Version

8.

VIOLA WILLS: Stormy Weather Sunergy | 1982 | Disconet Remix by Scotty Blackwell & John G. Sollas

9.

MICHAEL JACKSON: Billie Jean EPIC | 1982 | Original 12″ Version

10.

MAGNIFIQUE: Magnifique Siamese | 1981 | Disconet Extended Edit by Bob Viteritti

11.

TASTE OF HONEY: Boogie Oogie Oogie Capitol | 1978 | Remix by John Luongo

12.

CHIC: Good Times Atlantic | 1979 | 12″ Version

13.

MUSIQUE: In The Bush Prelude | 1978 | Remix by Francois Kevorkian

14.

BOYS TOWN GANG: Cruisin’ The Streets Moby Dick | 1981 | Album Version

15.

CHANGE: Paradise Atlantic | 1981 | Original 12″ Version

16.

GLORIA GAYNOR: I Will Survive Polydor | 1978 | Original 12″ Version

17.

UNLIMITED TOUCH: I Hear Music In The Streets Prelude | 1980 | Original 12″ Version

18.

THE POINTER SISTERS: Jump (For My Love) Planet | 1983 | Hot Tracks Mix

19.

EVELYN THOMAS: High Energy Record Shack | 1984 | Original 12″ Version

20.

FIRST CHOICE: Hold Your Horses Salsoul | 1978 | Tom Moulton Mix

21.

LIPPS, INC.: Funkytown Casablanca | 1979 | Original 12″ Version

22.

EXPOSÉ: Point Of No Return Arista | 1985 | Ultimix by Bradley D. Hinkle

23.

INSTANT FUNK: I Got My Mind Made Up Salsoul | 1979 | Larry Levan 12″ Remix

24.

LISA LISA & CULT JAM: I Wonder If I Take You Home Personal | 1984 | Original 12″ Version

25.

LIME: Your Love Matra | 1981 | Remix

26.

THE B.B. & Q. BAND: On The Beat Capitol | 1981 | Original 12″ Version

27.

TWO TONS O’ FUN: Earth Can Be Just Like Heaven Fantasy | 1980 | Original 12″ Version

28.

INNER LIFE: Ain’t No Mountain High Enough Salsoul | 1981 | Larry Levan 12″ Mix

29.

PHYLLIS NELSON: I Like You Carrere | 1985 | Disconet Extended Edit

30.

DIANA ROSS: The Boss Motown | 1979 | Ultimix by Bradley D. Hinkle

31.

THE JACKSONS: Can You Feel It EPIC | 1980 | Disconet Mix by Mike Lewis, Steve Algozino & Bob Logan

32.

CUT GLASS: Without Your Love 20th Century | 1980 | Hot Tracks Mix by Steve Algozino

33.

SHANNON: Let The Music Play Emergency | 1983 | 12″ Remix by Chris Barbosa & Nelson Curz

34.

MADONNA: Into The Groove Sire | 1985 | Mastermix Production Remix by Shep Pettibone

35.

EARTH, WIND & FIRE w/ THE EMOTIONS: Boogie Wonderland CBS | 1979 | Original 12″ Version

36.

PATRICE RUSHEN: Forget Me Nots Elektra | 1982 | Original 12″ Version

37.

STACEY Q.: Two Of Hearts Atlantic | 1986 | Hot Tracks Mix by Jim “Hip-Hop” Hopkins

38.

JACKIE MOORE: This Time Baby CBS | 1979 | Original 12″ Version

39.

GINO SOCCIO: Try It Out Atlantic | 1981 | Original 12″ Version

40.

JANET JACKSON: When I Think Of You A&M | 1986 | Hot Tracks Mix by Cameron Paul

41.

EDWIN STARR: Contact 20th Century | 1978 | Original 12″ Version

42.

PETER BROWN: They Only Come Out At Night Capital | 1984 | Hot Tracks Mix by Loreto Manni

43.

SHIRLEY LEWIS: Didn’t Say A Word High Energy | 1984 | Original 12″ Version

44.

CAROL JIANI: Hit ‘n Run Lover Matra | 1981 | Original 12″ Version

45.

PATRICK COWLEY: Menergy Fusion | 1981 | Disconet Remix by Steven Von Blau & Mark Styles

46.

CARRIE LUCAS: I Gotta Keep Dancin’ (Keep Smiling) Solar | 1977 | Original 12″ Version

47.

PEACHES & HERB: Shake Your Groove Thing Polygram | 1978 | Hot Tracks Digital Remix by Glenn Cattanach

48.

KOOL & THE GANG: Ladies Night Delite | 1979 | Original 12″ Version

49.

JELLYBEAN ft. ELISA FIORILLO: Who Found Who Chrysalis | 1987 | U.S. Club Mix

50.

SHARON RIDLEY: Changin’ Tabu | 1976 | Hot Tracks Mix

51.

EVELYN “CHAMPAGNE” KING: Shame RCA | 1977 | Original 12″ Version

52.

DAN HARTMAN: Vertigo/Relight My Fire Blue Sky | 1978 | 12″ Mix by John Luongo & Michael Barbiero

53.

ANITA WARD: Ring My Bell TK | 1979 | Original 12″ Version

54.

STEREO FUN, INC.: Got You Where I Want You Babe Moby Dick | 1983 | Original 12″ Version

55.

TAYLOR DAYNE: Tell It To My Heart Arista | 1987 | Original 12″ Remix

56.

LOVE UNLIMITED: Welcome Aboard Unlimited Gold | 1981 | Hot Tracks Mix by Michael Lewis

57.

MAI TAI: History Hot Melt | 1985 | Original 12″ Version

58.

D.C. LaRUE: Hot Jungle Drums And Voodoo Rhythm Casablanca | 1979 | DJ Promo-Only 12″ Remix

59.

SHALAMAR: The Second Time Around Solar | 1979 | Original 12″ Version

60.

EARTHA KITT: Where Is My Man Streetwise | 1983 | Hot Tracks Remix by Steve Algozino & Staff

61.

TRACY WEBER: Sure Shot Quality | 1981 | A Larry Levan Mix

62.

QUINCY JONES: Ai No Corrida A&M | 1981 | Original 12″ Version

63.

JEAN CARN: Was That All There Was Philadelphia | 1979 | Original 12″ Version

64.

THE QUICK: Zulu Pavillion | 1981 | 12″ Mix by John Luongo

65.

NICK STRAKER BAND: A Little Bit Of Jazz Prelude | 1981 | Original 12″ Version

66.

DONNA SUMMER: MacArthur Park Suite Casablanca | 1978 | DJ Promo-Only 12″ Version

67.

BRANDI WELLS: Watch Out WMOT | 1981 | Original 12″ Version

68.

THE BROTHERS JOHNSON: Stomp A&M | 1980 | Original 12″ Version

69.

CROISETTE: Landslide Passion | — | Original 12″ Version

70.

PAUL HARDCASTLE: 19 Chrysalis | 1985 | Disconet Extended Edit by John Piraino

71.

GWEN McCRAE: Keep The Fire Burning Atlantic | 1982 | U.S. Remix

72.

CERRONE: Supernature Cotillion | 1977 | Album Version

73.

SYLVESTER: You Make Me Feel (Mighty Real) Fantasy | 1978 | Original 12″ Version

74.

GARY’S GANG: Keep On Dancing SAM | 1978 | 12″ Mix by Robert Matichak

75.

BARBARA MASON: Another Man West End | 1983 | Original 12″ Version

76.

PHYLLIS HYMAN: You Know How To Love Me Arista | 1979 | Hot Tracks Mix

77.

THE S.O.S. BAND: The Finest Tabu | 1986 | Hot Tracks Mix by Cameron Paul

78.

SURFACE: When Your X Wants You Back Salsoul | 1984 | Original 12″ Version

79.

CHER: Take Me Home Casablanca | 1979 | Original 12″ Version

80.

GRACE JONES: Pull Up To The Bumper Island | 1981 | Ultimix by Bradley D. Hinkle

81.

JIMMY RUFFIN: Hold On To My Love ERC | 1980 | Robbie Leslie Extended Mix

82.

MIDNIGHT STAR: Operator Solar | 1984 | TSR Remix

83.

VOYAGE: Souvenirs Marlin | 1978 | Original 12″ Version

84.

HAZELL DEAN: Searchin’ (I Got To Find A Man) Proto | 1983 | Original 12″ Version

85.

DeBARGE: Rhythm Of The Night Motown | 1985 | Hot Tracks Mix by Zino

86.

ALEXANDER O’NEAL: Criticize Tabu | 1987 | Ben Liebrand Remix

87.

LISA FISCHER: Save Me Elektra | 1991 | Hot Tracks Mix by Glenn Cattanach

88.

MARLENA SHAW: Love Dancin’/Touch Me In The Morning Columbia | 1979 | Remixed by John Luongo & Michael Barbiero

89.

NATALIE COLE: Pink Cadillac EMI | 1988 | Hot Tracks Mix by Aron Siegel & Randy Dethman

90.

ABBA: Lay All Your Love On Me Atlantic | 1980 | Disconet Edit – A Raul Dance Mix

91.

CHANGE: The Glow Of Love RFC | 1980 | Original 12″ Version

92.

GERALDINE HUNT: Can’t Fake The Feeling Prism | 1980 | Original 12″ Version

93.

MARIA VIDAL: Body Rock EMI | 1984 | 12″ Mix by John “Jellybean” Benitez

94.

YAZOO: Situation Sire | 1982 | Hot Tracks Edit by Lester Temple

95.

VOGGUE: Love Buzz Atlantic | 1982 | Original 12″ Version

96.

GONZALEZ: Haven’t Stopped Dancin’ Yet Capitol | 1978 | Hot Tracks Digital Mix by Robert Farrell

97.

CAROL WILLIAMS: Love Is You Salsoul | 1977 | Original 12″ Version

98.

ARETHA FRANKLIN: Freeway Of Love Arista | 1985 | Hot Tracks Mix by Mike Carroll

99.

SISTER SLEDGE: We Are Family Atlantic | 1979 | Original 12″ Version

100.

PATRICK JUVET: The “Gay Paris”/French Pillow Talk Casablanca | 1979 | Album Version

 

 

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4mag

Quello di oggi vuole essere un omaggio al compositore, ingegnere del suono nonché creatore di tecnologie (synth e attrezzature da studio) tedesco Harry Thumann, morto nel 2001 (aveva solo 48 anni) senza che uno straccio di TV (comprese quelle che trasmettono musica 24 ore su 24) abbia passato la notizia. Thumann iniziò la sua carriera come batterista abbandonando presto lo strumento per dedicarsi alla sua passione: l’elettronica. Fu tra gli sviluppatori dell’ SSL 4000 (Solid State Logic) che impiegò nello studio di registrazione che si era costruito nella casa di famiglia. La sua fama di abile ingegnere del suono lo costrinse a prendere dimora a Monaco di Baviera dove lavorò a numerosi progetti per svariati artisti prima di pubblicare nel 1979 il suo lavoro migliore, “American Express” il cui brano guida “Underwater” divenne un successo da classifica in tutta Europa. La sua maestria ai sintetizzatori ed il vecchio amore per la batteria sono il suo marchio di fabbrica. Una disco elettronica piacevole da ascoltare e molto coinvolgente. Oltre al brano guida (guarda caso diventò anche questo sigla della “Domenica Sportiva”) meritano una presenza in una “playlist disco” degna di questo nome il brano che dà il titolo all’album e la splendida “Give A Little Help”.

Etichetta: Baby Records (LPX 038)

TRACKLIST:

A1 American Express (7:26)

A2 Give A Little Help (8:30)

B1 Underwater (6:05)

B2 You Turn Me On (4:45)

B3 Christine (6:30)

CREDITS:

Composed By – H. Thumann , H. Weindorf

 

 

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2mag

Pink Lady credo sia stato l’unico progetto disco giapponese (Yellow Magic Orchestra non credo possa fare testo) ad avere avuto una certa risonanza in occidente. Le giovani cantanti che componevano il duo, Mitsuyo Nemoto (“Mie”) e Keiko Masuda (“Kei”) già molto note nel loro paese di origine, furono ingaggiate nel 1979 dall’etichetta Elektra per produrre a Tokio un album cantato in inglese destinato al mercato americano. L’album prodotto da Michael Lloyd venne remixato a New York e conteneva “Love Me Tonight”, forse l’unica versione dance mai pubblicata del successo internazionale di Tom Jones. Ad ottenere successo fu però “Kiss In The Dark”. Una curiosità la copertina tutta rosa raffigura le due ragazze fino al busto nel loro completo da scolarette, aprendo la copertina in verticale si vede anche il resto del corpo, cosa che avrà sicuramente procurato un certo imbarazzo nel paese del Sol Levante così tradizionalista e conformista (almeno in quegli anni).

Etichetta : Elektra (6E-209)

TRACKLIST:

A1 Kiss In The Dark (2:54)

A2 Dancing In The Halls Of Love (3:22)

A3 Show Me The Way To Love (3:22)

A4 Walk Away Renee (3:03)

A5 Strangers When We Kiss (3:28)

B1 Love Me Tonight (3:05)

B2 I Want To Give You My Everything (2:14)

B3 Deeply (2:15)

B4 Give Me Your Love (3:18)

B5 Love Countdown (3:48)

CREDITS:

Producer – Michael Lloyd

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