Herb Alpert – Rise (1979)
Forse potrà sembrare fuori luogo, ed in effetti stò provando qualche senso di colpa, nel presentare questo album, pubblicato nel 1979 da uno dei più grandi trombettisti della storia della musica leggera: Herbert “Herb” Alpert. D’altra parte è innegabile che alcuni brani tratti da quel gioiellino (uno dei primi ADD –Analogic Digital Digital- di musica “leggera” ad arrivare sul mercato) dal titolo “Rise” funzionarono talmente bene sulle piste che una citazione da parte mia era quasi un obbligo. Un inchino doveroso quindi per presentare un artista che in carriera ha collezionato qualcosa come quattordici dischi di platino, quindici dischi d’oro ed otto Grammy Award. Fondatore assieme a Jerry Moss dell’etichetta A&M, dopo una interminabile serie di album pubblicati con la Tijuana Brass realizzò nel ’79 un album riunendo il meglio del meglio del panorama del Contemporary Jazz (più tardi semplicemente Fusion) che in quegli anni stava “sgomitando” per emergere e ritagliarsi un posto al sole. Musicisti del calibro di Abhram “Abe” Laboriel e Jerry Knight al basso, Harvey Mason batterista di Spyro Gyra, del sassofonista Tom Scott e del percussionista Manolo Badrena (solo per citarne alcuni) impreziosiscono con le loro performance un LP dal quale è difficile trovare un brano che non sia un’opera d’arte. E’ chiaro “Rise” e “Rotation” hanno fatto la parte del leone nel gradimento popolare, mai io vi sfido ad andare oltre per assaporare la “freschezza” di brani come “Love Is” e “Behind The Rain”, la maestosità di “1980” e di “Aranjuez (Mon Amour)” (che sono convinto sarebbe piaciuta anche a Joaquín Rodrigo).
Etichetta : A&M (AHLH 64790)
TRACKLIST:
A1 1980 (2:29)
A2 Rise (7:37)
A3 Behind The Rain (5:34)
A4 Rotation (5:12)
B1 Street Life (5:01)
B2 Love Is (4:28)
B3 Angelina (4:13)
B4 Aranjuez (Mon Amour) (6:42)
CREDITS:
Bass – Abe Laboriel , James Jamerson Jr, Jerry Knight; Drums – Harvey Mason , Randy Badazz , Steve Schaeffer; Guitar – Carlos Rios, Chris Pinnick , Tim May; Electric Piano [Rhodes] – Andy Armer , Mike Lang; Percussion – Manolo Badrena, Randy Badazz , Steve Schaeffer; Piano [Acoustic] – Andy Armer , Joe Sample; Clavinet, Synthesizer – Andy Armer; Electronic Drums [Moog Drums], Performer [Insanities], Harpsichord [Tavia] – Randy Badazz; Lyricon – Tom Scott; Trumpet, Vocals, Flugelhorn - Herb Alpert; Marimba – Julius Wechter
Producer – Herb Alpert , Randy Badazz
Recorded at A&M Recording Studios, Studio D
(31/12/48 – 17/05/12)
E’ diventata una consuetudine da un’anno a questa parte, al rientro a casa dopo una giornata lavorativa particolarmente stressante, sistemarmi comodo sulla poltrona in soggiorno, accendere il mio Mac portatile ed accedere a Facebook per dare un’occhiata a cosa “combinano” i miei contatti.
Questa sera però c’era qualcosa di strano, troppi video di canzoni familiari e soprattutto dello stesso artista. L’occhio cade su un post della pagina creata dall’amico Pier: una stupenda immagine e cinque parole che mi hanno lasciato di pietra … Donna Summer has passed away. Ci sono voluti diversi minuti prima che riuscissi a “mettere a fuoco” l’idea che la notizia fosse vera; ma purtroppo la conferma dalle testate giornalistiche on-line non dava adito a dubbi: Donna Summer, la Regina della disco music degli anni 70 si è unita al numeroso seguito degli artisti che l’hanno preceduta ed ora continuerà a far brillare la sua voce nella più grande discoteca del Paradiso.
Mentre mi appresto a scrivere queste righe, un velo di tristezza aleggia sulla mia persone, un nodo allo stomaco mi ha impedito di cenare e avverto una sensazione di vuoto, la certezza di aver perso qualcosa di caro, di prezioso perchè di Donna Summer non si può che parlarne bene. Di certo l’etichetta di “regina” non si addiceva ad una stella che non ha mai ostentato la sua grandezza, forse per timidezza o forse perchè un grande artista è consapevole che non c’è grandezza dove non vi sono semplicità, bontà e verità. In questo Donna era unica … ci sono voluti 10 album prima che pubblicasse quello il cui titolo riportasse solo il suo nome e cognome (d’arte).
Sarebbe quasi scontato a questo punto procedere con il racconto della tua carriera, dei tuoi successi, degli aneddoti e delle curiosità della tua vita artistica … ma non lo farò, non ora, non in questo momento dove la miriade dei tuoi fans si sta movimentando in massa per celebrarti, in questo momento, mentre le note della suite di “MacArthur Park” riempiono la camera dove mi trovo a scrivere sono costretto ad asciugare l’ennesima lacrima che solca il mio viso.
Sei stata una sorella maggiore, mi hai accompagnato negli anni più belli di un uomo … quanti ricordi legati alle note delle tue canzoni ! Mi piace pensare di vederti, adesso che l’odiosa malattia che ti ha strappato a questo mondo è cosa del passato, sorridente tra le nuvole, come nella copertina di “A Love Trilogy”. Riposa In Pace … LaDonna Andrea Gaines
Il tuo piccolo ammiratore
Vittorio Ravizza
Dietro queste “Due Tonnellate di Divertimento” si celano le cantanti gospel più apprezzate nell’area di San Francisco nel periodo a cavallo degli anni 70′ e 80′. Izora Rhodes Armstead e Martha Walsh devono gran parte del successo a Sylvester che dopo averle scoperte in un locale le ingaggia come vocalist del gruppo che accompagna le sue esibizioni. Il timbro delle loro voci contribuirà a rendere immortali i primi tre album dell’artista, “Sylvester” (pubblicato in Francia con il titolo “Over And Over”) del 1977, “Step II” (che include le hits mondiali “You Make Me Feel (Mighty Real) e “Dance (Disco Heat)” nel 1978 e “Living Proof” album “live” del 1979 dove le due cantanti svolgono un ruolo tutt’altro che secondario in questa bellissima incisione.
La loro carriera come soliste avviene nel 1980 con l’album che porta semplicemente il lo pseudonimo: “Two Tons Of Fun”. Questo album che stranamente raggiunse una posizione piuttosto defilata nella Billboard Top 100 contiene alcune tracce di incredibile spessore. Lavoro decisamente Hi-NGR apre con “Do You Wanna Boogie, Hunh?” che meriterebbe quanto meno di venire riscoperta. “Just Us” (#29 R&B Charts) melodica ed armoniosa sembra quasi un preghiera, “I Got The Feeling” incredibile successo sulle piste da ballo e la meno conosciuta “Earth Can Be Just Like Heaven” che per il mio modesto parere è forse la più bella traccia dell’LP.
Sul finire del 1980 prodotto da Harvey Fuqua, autore, cantante, produttore R&B degli anni 50 il duo pubblica il suo secondo lavoro solista “Backatcha”.
In questo album vengono accantonate le sonorità disco per dar spazio alle loro peculiarità vocali in quello che ad un attento ascolto potrà ricordare i primi lavori acid jazz degli Incognito (con qualche anno di anticipo): le bellissime “Never Like This” e “I Been Down” valgono comunque il “prezzo del biglietto”.
Nel 1982, dopo il passaggio alla Columbia Records Martha Walsh e Izora Armstead cambiano il nome al gruppo che viene ribattezzato The Weather Girls ed incidono quello che sarà il loro più grande successo da classifica, “It’s Raining Man”, brano scritto da Paul Jabara nel 1979 per David Balfour che la rifiutò e successivamente proposta a Donna Summer, Diana Ross, Cher e Barbra Streisand che fecero altrettanto. Il brano funzionò bene nei locali e si piazzò al #1 nelle Dance Chart, vendendo oltre 6 milioni di copie. Dopo questa affermazione il sodalizio Armsted – Walsh si interrompe, Izora Armstead si trasferisce in Germania costituendo con la sorella Dynell le Weather Girls. Il 16 settembre del 2004 si spegne a causa di un infarto cardiaco. Martha Walsh proseguirà la propria carriera come solista.
La maggior parte dei discofili ricorda con piacere l’etichetta, Ze Records fondata dall’inglese Michael Zilkha, per le due uscite da solista di Cristina Monet-Palaci, artisticamente solo Cristina.
La Monet, ex modella dal fisico mozzafiato e moglie di Zilkha, aveva un’accentuata inclinazione per la stravaganza proprio come August Darnell (deus ex-machina dei Dr. Buzzard Original Savannah Band) che divenne l’autore di tutti i suoi lavori. L’album che porta il suo nome è proprio un concentrato di eccentricità e bizzarrie sonore: da “Jungle Love” a “Mama Mia” passando da “Un Poupèè Qui Fait Non” (brano scritto da Michel Polnareff ) a “Blame It To Disco”. Non è da meno il singolo d’esordio della cantante “Disco Clone” che vedeva la partecipazione come protagonista maschile di questa fantasia l’attore americano Kevin Kline. In definitiva un album che potrebbe farvi riscoprire l’altra faccia della disco music.
Etichetta: Ze Records (ILPS 7004)
TRACKLIST:
A1 Jungle Love
A2 Don’t Be Greedy
A3 Mama Mia
A4 Drive My Car
B1 La Poupée Qui Fait Non
B2 Temporarily Yours
B3 Blame It On Disco
CREDITS:
Bass – Carole Coleman, Drums – Mickey Martinez; Guitar – Duane “Reddy” Rogers; Keyboards – Bernard Haven; Percussion – Milton Cardona; Piano – Ralph Shuckett; Performer [Starring] – Cristina Monet
Arranged By, Orchestrated By – Sugar Coated Andy Hernandez
Directed By – Michael Zilkha
Producer – August Darnell
Recorded at Blank Tape Studios, N.Y.C.
Protetto: Nota Utenti Registrati: Maggio 2012
Barrence Eugene Carter, un nome che ai più sicuramente dirà poco o nulla; eppure se su Google provate a digitare il nome d’arte scelto per firmare le sue opere vi appariranno qualcosa come 91.500.000 voci correlate.
“Carneade,chi era costui ?”, direbbe Don Abbondio … ma poiché io son sono Don Abbondio (e men che meno Alessandro Manzoni) vado subito al sodo ricordandovi che questi è il nome anagrafico di uno dei più grandi artisti che hanno calcato le scene della musica pop internazionale: Barry White.
Nato a Galveston, Texas, il 12 settembre 1944, si avvicina alla musica fino dalla tenera età sotto la spinta della madre, corista gospel che lo avvia al canto ed allo studio del pianoforte. Trasferitosi con la famiglia a Los Angeles a soli 11 anni avviene la sua prima presenza in sala di incisione suonando il piano nella canzone “Goodnight My Love” di Jesse Belvin.
Il debutto vero e proprio avviene a sedici anni con un gruppo chiamato Upfronts, in quel periodo “turbolento” finisce anche in riformatorio a causa di un furto. In un’intervista ad una rivista musicale rivelerà che l’ascolto di “It’s Now Or Never” di Elvis Presley contribuì a fargli cambiare radicalmente il corso che la sua vita avrebbe potuto prendere. Scontata la pena inizia a “bussare alla porta” di alcune etichette indipendenti di Los Angeles, finché una di queste, la Mustang, non lo ingaggia per quaranta dollari a settimana come autore. In questo periodo White accarezza l’idea di diventare un artista e firma il suo primo successo di classifica “Lost Without The Love Of My Guy” per la cantante Viola Wills. Sul finire degli anni ’60 alla ricerca di un gruppo vocale femminile in grado di riprodurre il successo delle Suprimes incontra le sorelle Glodean (che diverrà sua moglie nel 1974) e Linda James e la loro cugina Diane Taylor che costituiscono il trio Love Unlimited. Il primo disco prodotto ed arrangiato in collaborazione con Gene Page, “From A Girl´s Point Of View We Give To You… Love Unlimited” viene accolto favorevolmente dal pubblico e la sua traccia principale, la ballata romantica “Walking In The Rain (With The One I Love)”, entra nella Billboard Hot 100 Pop Chart (#14) e si posiziona al #6 nella Billboard R&B Charts. E’ con il passaggio alla 20th Century Records che comunque Barry White darà una svolta alla sua carriera. Nel 1973 con questa etichetta arrangia il secondo album del trio vocale “Under The Influence Of Love Unlimited”. A rispetto delle più rosee previsioni degli addetti ai lavori l’unico brano interamente strumentale dell’Lp, “Love’s Theme”, irrompe sulla scena con effetti devastanti; gli innamorati hanno trovato il motivo conduttore da associare ai loro momenti romantici, gli altri si fanno cullare da questo straordinario accompagnamento orchestrale per sognare. Il brano vola al #1 dei singoli più venduti contribuendo e non poco a gettare il seme per lo sviluppo della cultura dance. L’enorme successo spinge i dirigenti della 20th Century affinchè Barry White firmi dei lavori anche come cantante.
“Stone Gon’” è il primo di innumerevoli lavori dove il “Maestro” ci regalerà quello che diverrà il suo “marchio di fabbrica” : il suo “vocione” basso immediatamente riconoscibile e quelle frasi sussurrate che riuscivano a “creare atmosfera”. “Buona la prima !” direbbe un regista, anche questo album fa centro. “Never, Never Gonna Give Ya Up” che di questo LP è la perla si piazza al #2 delle R&B Charts ed al #7 in quelle Pop. Barry White oltre che talento prolifico si dimostra anche lavoratore instancabile, sempre nel 1973 confeziona un’altro lavoro: l’album “I’ve Got So Much To Give” che prosegue con lo svenevole romanticismo delle sue melodie “ovattate” il cui culmine viene raggiunto da “I’m Gonna Love You Just A Little More Baby”, uno dei migliori pezzi d’atmosfera creati dal Maestro, che però, stranamente non riesce a centrare le prime posizioni delle classifiche. Se il 1973 aveva rappresentato l’anno dell’affermazione come cantante, l’anno succesivo potremmo definirlo come l’anno della consacrazione.
1974, “Can’t Get Enough” vede la luce in primavera e preannuncia una tempesta inattesa: “You’re the First, the Last, My Everything” fa irruzione in classifica raggiungendo in una settimana il #1 nelle Charts R&B e il #2 in quelle Pop. La “whitemania” dilaga anche nei club ed il succeso dell’album viene rafforzato dal primo brano della Side B che viene traccia scelta per un’ulteriore 45 giri “Can’t Get Enough of Your Love, Babe” la quale conferma l’apprezzamento dei fans piazzandosi in vetta alle classifiche Pop. Proseguono le produzioni per Love Unlimited (e Love Unlimited Orchestra), ma a questo punto ritengo doveroso un’approfondimento in un post specifico dedicato alle sue due più care creazioni.
“Just Another Way To Say I Love You” album del 1975 riconferma il successo che ormai non sorprende più gli addetti ai lavori. “What Am I Gonna Do With You” che dell’album rappresenta la traccia di punta emula i precedenti lavori e si conferma #1 nelle Chart R&B (#8 in quelle Pop).
Nel 1976 è la volta di “Let The Music Play”. Ed a questo punto concedetemi un viaggio personale sulle ali della memoria. Ho acquistato questo album dopo averne “assaggiato” qualche traccia su “Supersonic – Dischi a Mach-2” , mitico programma in onda tutte le sere a partire dalle ore 20 sul secondo canale di Radio Rai in AM nel periodo1971 – 1977 (credo). Per la cronaca all’epoca non possedevo ancora un impianto dove poterlo ascoltare, ma alcuni di questi brani erano già fortemente impressi nella mia memoria. “I Don’t Know Where Love Has Gone”, “Baby We Better Try To Get It Together”, “You See The Trouble With Me” (scritta da Ray Parker jr) sono i brani che hanno funzionato di più nelle Radio, perchè diciamocelo chiaramente la musica di Barry White in discoteca veniva suonata solo dai dj con un coraggio “grande così”; se escludiamo alcuni dei suoi primi lavori era veramente difficile trovare il modo di mixarli ed amalgamarli al resto della programmazione. Se invece pensiamo ai ritrovi tra le mura domestiche, quando serviva creare l’atmosfera perché niente andava per il verso giusto, il buon Barry White spesso era in grado di raddrizzare anche le situazioni più ostiche con i suoi magici brani. Di questo LP non riesco a trovare un brano che non mi riporti indietro nel tempo anche i due lenti che chiudono la Side A: “If You Know, Won’t You Tell Me” e “I’m So Blue And You Are Too” hanno ormai le tracce consumate dall’utilizzo smodato che ne ho fatto. E cosa dire della sublime “Let The Music Play” con quel turbinio di archi inconfondibile, che recentemente ho potuto apprezzare ancor di più nella versione strumentale tratta da un The Best Of di Love Unlimited Orchestra del 1995 (su CD). Per gli amanti delle classifiche, questo che io personalmente ritengo il migliore lavoro in assoluto di Barry White, non arrivò mai in vetta alle classifiche ma si limitò a sfiorarne il podio (#4 nelle R&B charts). Nella seconda parte del’anno c’è spazio per un’altro album “Is This Whatcha Wont? “ con altri cinque brani deliziosi tra i quali è doveroso segnalare “Don’t Make Me Wait Too Long” e la sublime “I’m Qualified To Satisfy You”.
“Sings For Someone You Love” viene pubblicato nel 1977 e come al solito Barry White non perde il vizio di far veleggiare i suoi brani nelle classifiche (e neanche quello di scegliere titoli lunghi “una cifra”); il brano “It’s Ecstasy When You Lay Down Next To Me” si posiziona per l’ennesima volta al #1nelle classifiche R&B” ed al #4 di quelle Pop).
Dopo tantissimi successi ottenuti con una formula semplice ma vincente, Barry White sorprende tutti i suoi più accesi fans con l’album “The Man” del 1978. Arrangiamenti più vicini ai tempi, spazio ad elementi ritmici e percussivi e ridotta propensione all’impiego degli archi come “motore” melodico sono le caratteristiche di questo nuovo lavoro. Nonostante la svolta che sorprese i suoi estimatori (me compreso), “Your Sweetness is My Weakness” riscosse un certo gradimento da parte del pubblico che lo premiò mandandolo nuovamente in classifica (#2 R&B charts).
L’era della disco sta per finire e il grande Barry che in quel periodo aveva prodotto i suoi lavori migliori, continua ugualmente la sua carriera di cantante, produttore e compositore dopo “I Love To Sing The Song I Sing” , ultimo lavoro per la 20th Century (1979) crea la sua etichetta personale, La Unlimited Gold per la quale firmerà tutti i successivi lavori. All’alba del nuovo millennio, dopo aver venduto oltre 100 milioni di album e vinto un altro paio di Grammy (1994 e 1999) sfortunatamente inizia ad accusare i primi gravi problemi di salute. Dopo un infarto avvenuto nel maggio del 2003 si ritira definitivamente dalle scene. Il 4 luglio dello stesso anno, al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, si spegne a causa di un’insufficienza renale. Il 20 settembre 2004, viene inserito nella Dance Music Hall of Fame.
Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.
Nadar
Tratta direttamente dal sito tedesco http://www.hotdiscomix.de vi presento la loro Top 100 Disco Dance. Il sito (il cui ultimo aggiornamento risale a giugno del 2009) contiene alcune sezioni interessanti su Etichette discografiche, pubblicazioni Disconet, interviste e classifiche.
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1. |
TANTRA: Hills Of Katmandu Importe/12 | 1979 | Original 12″ Version |
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2. |
DONNA SUMMER: I Feel Love Casablanca | 1977 | The Patrick Cowley MegaMix |
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3. |
FRANCE JOLI: Come To Me Prelude | 1979 | Original 12″ Version |
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4. |
RAY MARTINEZ & FRIENDS: Lady Of The Night Importe/12 | 1980 | Disconet Mix by Bob Viteritti |
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5. |
SHARON REDD: In The Name Of Love Prelude | 1982 | Disconet Megamix by Steven Von Blau & Mark Styles |
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6. |
POUSSEZ!: Come On And Do It Vanguard | 1979 | Disconet Mix by Raul |
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7. |
MIQUEL BROWN: So Many Men, So Little Time Record Shack | 1983 | Original 12″ Version |
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8. |
VIOLA WILLS: Stormy Weather Sunergy | 1982 | Disconet Remix by Scotty Blackwell & John G. Sollas |
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9. |
MICHAEL JACKSON: Billie Jean EPIC | 1982 | Original 12″ Version |
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10. |
MAGNIFIQUE: Magnifique Siamese | 1981 | Disconet Extended Edit by Bob Viteritti |
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11. |
TASTE OF HONEY: Boogie Oogie Oogie Capitol | 1978 | Remix by John Luongo |
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12. |
CHIC: Good Times Atlantic | 1979 | 12″ Version |
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13. |
MUSIQUE: In The Bush Prelude | 1978 | Remix by Francois Kevorkian |
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14. |
BOYS TOWN GANG: Cruisin’ The Streets Moby Dick | 1981 | Album Version |
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15. |
CHANGE: Paradise Atlantic | 1981 | Original 12″ Version |
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16. |
GLORIA GAYNOR: I Will Survive Polydor | 1978 | Original 12″ Version |
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17. |
UNLIMITED TOUCH: I Hear Music In The Streets Prelude | 1980 | Original 12″ Version |
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18. |
THE POINTER SISTERS: Jump (For My Love) Planet | 1983 | Hot Tracks Mix |
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19. |
EVELYN THOMAS: High Energy Record Shack | 1984 | Original 12″ Version |
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20. |
FIRST CHOICE: Hold Your Horses Salsoul | 1978 | Tom Moulton Mix |
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21. |
LIPPS, INC.: Funkytown Casablanca | 1979 | Original 12″ Version |
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22. |
EXPOSÉ: Point Of No Return Arista | 1985 | Ultimix by Bradley D. Hinkle |
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23. |
INSTANT FUNK: I Got My Mind Made Up Salsoul | 1979 | Larry Levan 12″ Remix |
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24. |
LISA LISA & CULT JAM: I Wonder If I Take You Home Personal | 1984 | Original 12″ Version |
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25. |
LIME: Your Love Matra | 1981 | Remix |
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26. |
THE B.B. & Q. BAND: On The Beat Capitol | 1981 | Original 12″ Version |
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27. |
TWO TONS O’ FUN: Earth Can Be Just Like Heaven Fantasy | 1980 | Original 12″ Version |
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28. |
INNER LIFE: Ain’t No Mountain High Enough Salsoul | 1981 | Larry Levan 12″ Mix |
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29. |
PHYLLIS NELSON: I Like You Carrere | 1985 | Disconet Extended Edit |
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30. |
DIANA ROSS: The Boss Motown | 1979 | Ultimix by Bradley D. Hinkle |
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31. |
THE JACKSONS: Can You Feel It EPIC | 1980 | Disconet Mix by Mike Lewis, Steve Algozino & Bob Logan |
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32. |
CUT GLASS: Without Your Love 20th Century | 1980 | Hot Tracks Mix by Steve Algozino |
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33. |
SHANNON: Let The Music Play Emergency | 1983 | 12″ Remix by Chris Barbosa & Nelson Curz |
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34. |
MADONNA: Into The Groove Sire | 1985 | Mastermix Production Remix by Shep Pettibone |
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35. |
EARTH, WIND & FIRE w/ THE EMOTIONS: Boogie Wonderland CBS | 1979 | Original 12″ Version |
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36. |
PATRICE RUSHEN: Forget Me Nots Elektra | 1982 | Original 12″ Version |
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37. |
STACEY Q.: Two Of Hearts Atlantic | 1986 | Hot Tracks Mix by Jim “Hip-Hop” Hopkins |
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38. |
JACKIE MOORE: This Time Baby CBS | 1979 | Original 12″ Version |
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39. |
GINO SOCCIO: Try It Out Atlantic | 1981 | Original 12″ Version |
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40. |
JANET JACKSON: When I Think Of You A&M | 1986 | Hot Tracks Mix by Cameron Paul |
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41. |
EDWIN STARR: Contact 20th Century | 1978 | Original 12″ Version |
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42. |
PETER BROWN: They Only Come Out At Night Capital | 1984 | Hot Tracks Mix by Loreto Manni |
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43. |
SHIRLEY LEWIS: Didn’t Say A Word High Energy | 1984 | Original 12″ Version |
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44. |
CAROL JIANI: Hit ‘n Run Lover Matra | 1981 | Original 12″ Version |
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45. |
PATRICK COWLEY: Menergy Fusion | 1981 | Disconet Remix by Steven Von Blau & Mark Styles |
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46. |
CARRIE LUCAS: I Gotta Keep Dancin’ (Keep Smiling) Solar | 1977 | Original 12″ Version |
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47. |
PEACHES & HERB: Shake Your Groove Thing Polygram | 1978 | Hot Tracks Digital Remix by Glenn Cattanach |
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48. |
KOOL & THE GANG: Ladies Night Delite | 1979 | Original 12″ Version |
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49. |
JELLYBEAN ft. ELISA FIORILLO: Who Found Who Chrysalis | 1987 | U.S. Club Mix |
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50. |
SHARON RIDLEY: Changin’ Tabu | 1976 | Hot Tracks Mix |
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51. |
EVELYN “CHAMPAGNE” KING: Shame RCA | 1977 | Original 12″ Version |
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52. |
DAN HARTMAN: Vertigo/Relight My Fire Blue Sky | 1978 | 12″ Mix by John Luongo & Michael Barbiero |
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53. |
ANITA WARD: Ring My Bell TK | 1979 | Original 12″ Version |
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54. |
STEREO FUN, INC.: Got You Where I Want You Babe Moby Dick | 1983 | Original 12″ Version |
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55. |
TAYLOR DAYNE: Tell It To My Heart Arista | 1987 | Original 12″ Remix |
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56. |
LOVE UNLIMITED: Welcome Aboard Unlimited Gold | 1981 | Hot Tracks Mix by Michael Lewis |
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57. |
MAI TAI: History Hot Melt | 1985 | Original 12″ Version |
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58. |
D.C. LaRUE: Hot Jungle Drums And Voodoo Rhythm Casablanca | 1979 | DJ Promo-Only 12″ Remix |
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59. |
SHALAMAR: The Second Time Around Solar | 1979 | Original 12″ Version |
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60. |
EARTHA KITT: Where Is My Man Streetwise | 1983 | Hot Tracks Remix by Steve Algozino & Staff |
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61. |
TRACY WEBER: Sure Shot Quality | 1981 | A Larry Levan Mix |
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62. |
QUINCY JONES: Ai No Corrida A&M | 1981 | Original 12″ Version |
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63. |
JEAN CARN: Was That All There Was Philadelphia | 1979 | Original 12″ Version |
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64. |
THE QUICK: Zulu Pavillion | 1981 | 12″ Mix by John Luongo |
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65. |
NICK STRAKER BAND: A Little Bit Of Jazz Prelude | 1981 | Original 12″ Version |
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66. |
DONNA SUMMER: MacArthur Park Suite Casablanca | 1978 | DJ Promo-Only 12″ Version |
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67. |
BRANDI WELLS: Watch Out WMOT | 1981 | Original 12″ Version |
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68. |
THE BROTHERS JOHNSON: Stomp A&M | 1980 | Original 12″ Version |
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69. |
CROISETTE: Landslide Passion | — | Original 12″ Version |
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70. |
PAUL HARDCASTLE: 19 Chrysalis | 1985 | Disconet Extended Edit by John Piraino |
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71. |
GWEN McCRAE: Keep The Fire Burning Atlantic | 1982 | U.S. Remix |
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72. |
CERRONE: Supernature Cotillion | 1977 | Album Version |
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73. |
SYLVESTER: You Make Me Feel (Mighty Real) Fantasy | 1978 | Original 12″ Version |
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74. |
GARY’S GANG: Keep On Dancing SAM | 1978 | 12″ Mix by Robert Matichak |
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75. |
BARBARA MASON: Another Man West End | 1983 | Original 12″ Version |
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76. |
PHYLLIS HYMAN: You Know How To Love Me Arista | 1979 | Hot Tracks Mix |
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77. |
THE S.O.S. BAND: The Finest Tabu | 1986 | Hot Tracks Mix by Cameron Paul |
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78. |
SURFACE: When Your X Wants You Back Salsoul | 1984 | Original 12″ Version |
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79. |
CHER: Take Me Home Casablanca | 1979 | Original 12″ Version |
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80. |
GRACE JONES: Pull Up To The Bumper Island | 1981 | Ultimix by Bradley D. Hinkle |
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81. |
JIMMY RUFFIN: Hold On To My Love ERC | 1980 | Robbie Leslie Extended Mix |
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82. |
MIDNIGHT STAR: Operator Solar | 1984 | TSR Remix |
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83. |
VOYAGE: Souvenirs Marlin | 1978 | Original 12″ Version |
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84. |
HAZELL DEAN: Searchin’ (I Got To Find A Man) Proto | 1983 | Original 12″ Version |
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85. |
DeBARGE: Rhythm Of The Night Motown | 1985 | Hot Tracks Mix by Zino |
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86. |
ALEXANDER O’NEAL: Criticize Tabu | 1987 | Ben Liebrand Remix |
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87. |
LISA FISCHER: Save Me Elektra | 1991 | Hot Tracks Mix by Glenn Cattanach |
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88. |
MARLENA SHAW: Love Dancin’/Touch Me In The Morning Columbia | 1979 | Remixed by John Luongo & Michael Barbiero |
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89. |
NATALIE COLE: Pink Cadillac EMI | 1988 | Hot Tracks Mix by Aron Siegel & Randy Dethman |
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90. |
ABBA: Lay All Your Love On Me Atlantic | 1980 | Disconet Edit – A Raul Dance Mix |
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91. |
CHANGE: The Glow Of Love RFC | 1980 | Original 12″ Version |
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92. |
GERALDINE HUNT: Can’t Fake The Feeling Prism | 1980 | Original 12″ Version |
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93. |
MARIA VIDAL: Body Rock EMI | 1984 | 12″ Mix by John “Jellybean” Benitez |
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94. |
YAZOO: Situation Sire | 1982 | Hot Tracks Edit by Lester Temple |
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95. |
VOGGUE: Love Buzz Atlantic | 1982 | Original 12″ Version |
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96. |
GONZALEZ: Haven’t Stopped Dancin’ Yet Capitol | 1978 | Hot Tracks Digital Mix by Robert Farrell |
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97. |
CAROL WILLIAMS: Love Is You Salsoul | 1977 | Original 12″ Version |
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98. |
ARETHA FRANKLIN: Freeway Of Love Arista | 1985 | Hot Tracks Mix by Mike Carroll |
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99. |
SISTER SLEDGE: We Are Family Atlantic | 1979 | Original 12″ Version |
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100. |
PATRICK JUVET: The “Gay Paris”/French Pillow Talk Casablanca | 1979 | Album Version |
Quello di oggi vuole essere un omaggio al compositore, ingegnere del suono nonché creatore di tecnologie (synth e attrezzature da studio) tedesco Harry Thumann, morto nel 2001 (aveva solo 48 anni) senza che uno straccio di TV (comprese quelle che trasmettono musica 24 ore su 24) abbia passato la notizia. Thumann iniziò la sua carriera come batterista abbandonando presto lo strumento per dedicarsi alla sua passione: l’elettronica. Fu tra gli sviluppatori dell’ SSL 4000 (Solid State Logic) che impiegò nello studio di registrazione che si era costruito nella casa di famiglia. La sua fama di abile ingegnere del suono lo costrinse a prendere dimora a Monaco di Baviera dove lavorò a numerosi progetti per svariati artisti prima di pubblicare nel 1979 il suo lavoro migliore, “American Express” il cui brano guida “Underwater” divenne un successo da classifica in tutta Europa. La sua maestria ai sintetizzatori ed il vecchio amore per la batteria sono il suo marchio di fabbrica. Una disco elettronica piacevole da ascoltare e molto coinvolgente. Oltre al brano guida (guarda caso diventò anche questo sigla della “Domenica Sportiva”) meritano una presenza in una “playlist disco” degna di questo nome il brano che dà il titolo all’album e la splendida “Give A Little Help”.
Etichetta: Baby Records (LPX 038)
TRACKLIST:
A1 American Express (7:26)
A2 Give A Little Help (8:30)
B1 Underwater (6:05)
B2 You Turn Me On (4:45)
B3 Christine (6:30)
CREDITS:
Composed By – H. Thumann , H. Weindorf
Pink Lady credo sia stato l’unico progetto disco giapponese (Yellow Magic Orchestra non credo possa fare testo) ad avere avuto una certa risonanza in occidente. Le giovani cantanti che componevano il duo, Mitsuyo Nemoto (“Mie”) e Keiko Masuda (“Kei”) già molto note nel loro paese di origine, furono ingaggiate nel 1979 dall’etichetta Elektra per produrre a Tokio un album cantato in inglese destinato al mercato americano. L’album prodotto da Michael Lloyd venne remixato a New York e conteneva “Love Me Tonight”, forse l’unica versione dance mai pubblicata del successo internazionale di Tom Jones. Ad ottenere successo fu però “Kiss In The Dark”. Una curiosità la copertina tutta rosa raffigura le due ragazze fino al busto nel loro completo da scolarette, aprendo la copertina in verticale si vede anche il resto del corpo, cosa che avrà sicuramente procurato un certo imbarazzo nel paese del Sol Levante così tradizionalista e conformista (almeno in quegli anni).
Etichetta : Elektra (6E-209)
TRACKLIST:
A1 Kiss In The Dark (2:54)
A2 Dancing In The Halls Of Love (3:22)
A3 Show Me The Way To Love (3:22)
A4 Walk Away Renee (3:03)
A5 Strangers When We Kiss (3:28)
B1 Love Me Tonight (3:05)
B2 I Want To Give You My Everything (2:14)
B3 Deeply (2:15)
B4 Give Me Your Love (3:18)
B5 Love Countdown (3:48)
CREDITS:
Producer – Michael Lloyd






































































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